2.25.2007
Ci siamo.
Colgo l'occasione di fare a tutti i complimenti: raramente mi era capitato di avere un party di pg talmente costante,la formula della volta ogni due settimane sembra funzionare dato che fino ad ora la giocata non è mai saltata.
Continuiamo così =D
A Mercoledì,il Mignolo
2.01.2007
Fuga nella Nebbia.
Ibn Sina nel frattempo ossevava più in la Alexander che si era estraniato dal mondo, e adesso nella sua trance vagava ancora nei meandri del Caos e della sua anima, destandosi trovò l'elfo accanto a lui, una reazione di nervosimo a stento contenuta e dopo la voce di Klaus che annunciava che lui stava partendo. Affrettandosi tutti lo seguono e dopo poco ignorando i tentativi dell'uomo dei boschi di non lasciare traccie Alexander lo superava vanificando ogni suo tentativo di nascondere ai cacciotori la sua presenza.
Una lunga camminata, nella nebbia e sotto la pioggia che non accennava a diminuire di intensità e che ormai dalla sera prima cadeva incessante al suolo che ormai era divenuto un pantano. Dopo diverse ore di marcia tutti si fermano per mettere qualcosa sotto i denti e mentre Klaus e Enialis sono in cerca di selvaggina Alexander ne approfitta per sfregiare quella natura incontaminata, ma prima di poter portare a compimento la sua orpera Ibn Sina che lo ha seguito lo ferma, ma stavolta la reazione di rabbia dell'uomo di Kislev non è affatto contenuta ed estraendo le armi minaccia l'elfo fino a farlo indietreggiare, in questo momento ritornano Klaus e Enialis.
Ibn Sina allontanandosi da Alexander prende la selvaggina che hanno portato, mentre quest'ultimo con l'ennesimo gesto di rabbia sfregia un altro albero solo per trovarsi puntata alla gola la scimitarra di Enialis che non gradendo quella gratuita violazione della natura lo invita a non farlo, Alexander risponde con ironia all'invito e rinfoderando le armi consuma il suo pasto. Dopo poco il gruppo riparte attraverso il sottobosco, calano le tenebre quando giongono a un piccolo villaggio, le risaie attorno informano della presenza di un piccolo abitato, appena nove misere case su palafitte, abitazioni dei contadini del luogo.
Giunti sul limitare del villaggio Klaus e Ibn Sina avanzano, il primo con circospezione il secondo con meno sicurezza attraverso il terreno fangoso, mentre Enialis si acquatta fra gli alberi Alexander rimane in piedi minaccio ai bordi della foresta nella penombra della notte.
Klaus riesce ad avanzare fino a una finestra di una casa, e sente dentro tre voci, un uomo e due donne , poi sente un tonfo alle sue spalle, l'elfo impantanato e caduto al suolo. A questo rumore le voci nella casa si interrogano e un uomo si affaccia a una delle finestre e scorgendo la figura scura di Alexander ai margini del villaggio si affretta ad uscire, ma Klaus è più rapido di lui e quando l'uomo è solo sulla porta minacciandolo di morte lo fa tacere e conducendolo lontano dalla sua casa lo interroga mentre tutti si riuniscono attorno a quel vecchio che terrorizzato ma ugualmente risoluto chiede che non gli sia fatto del male.
Klaus interrogandolo scopre che quel piccolo villaggio e solo un borgo contadino appartenente al villaggio di Steinenburg a sette ore da li. In quel villaggio vivono nove famiglie ovvero una quarantina di anime che Alexander desidare avere per se, per il suo oscuro compito, così passando minacciosamente oltre l'uomo inginocchiato ai piedi di Klaus va verso una delle case.
L'uomo minaccia di urlare e quando infine vede Alexander vicino alla sua casa urla mentre il falcetto di Klaus gli taglia la gola e strozza il suo urlo che ha comunque allertato il villaggio. Le luci si accendono la gente viene fuori mentre Alexander si sistema la maschera sul viso.
Klaus estraendo la sua pistola gli copre le spalle, mentre Ibn Sina e soprattuto Enialis non sono proprio contenti di tutto quel trambusto, ma infine decisono entrambi che una volta ucciso il primo gli altri non dovranno vivere abbastanza per raccontare quello che hanno visto.
Mentre gli elfi erano immersi in questi pensieri una folla si avvicinava ad Alexander, in testa si muoveva un vecchio, forse l'anziano del villaggio, ma Klaus estremamente pragmatico esplodeva un colpo che centrando in piena fronte il vecchio lo faceva stramazzare al suolo morto senza poter avere risposta alla sua domanda su chi fossero gli avventori.
Mentre il vecchio crollava al suolo le urla si levavano nel villaggio qualcuno tentava la fuga altri uomini invece si riunivano in gruppi per assalire gli assassini. Mentre alcuni uomini con armi di fortuna si dirigevano verso Alexander un Mastino di Khorne ringhiando annunciava che il Caos era li.
Vedendo alcune donne e bambini scappare Ibn Sina risoluto nel non lascire sopravvissuti corre evitando la folla verso quel gruppo in fuga, nel frattempo Enialis indietreggiando incocca una freccia e si prepara a difendersi se sarà necessario. Klaus carica ancora la pistola mentre Alexander vede numerosi contadini accerchiarlo e cercare di colpirlo con scarsi risultati, solo uno di loro era riuscito a prenderlo, ma non visse abbastanza per raccontarlo perchè un serviotore di Nurgle portando con se la sua scia di pestilenza lo sciolse nel suo acido.
Appena qualche altro istante e diversi uomini si dirigevano verso Klaus che freddamente vedeva due di loro cadere e facendo esplodere ancora un colpo ne atterrava un altro ferendolo a una spalla.
Intanto il rumore cresceva, altri uomini cercavano salvezza, mentre molte donne e bambini si erano rifuggiati nella casa dell'anziano per sfugiare alla furia della battaglia, ma c'era poco da fare per gli uomini fuori, le creature del Caos scorrazzavano libere e a mettere fine a tutto giunse un servitore di Tzeentch che scagliando una potente magia incenerì letteralmente tutti quei contadini e colpì lo stesso Alexander che ferito anche a un braccio cadde al suolo provato. Mentre le case prendevano fuoco Enialis scagliava una freccia per aiutare Klaus, che si era feirto a un dito dopo un avaria della sua pistola, centrando un uomo al petto lo uccideva all'istante, nella foresta intanto Ibn Sina aveva raggiunto il gruppo di fuggitivi e ne aveva lasciato un altro scappare.
Raggiunta la donna e i quattro bambini che erano scappati cercava con falsità di tranquillizzarli, scoprendo che questo non era possibile liberava le sue energie magiche incenerendo queli miseri esseri, per poi far ritorno con una lieve ferita alla mano al villaggio.
Ad attenderlo una spettacolo tremendo, i demoni adesso scorrazzavano liberi banchettando o finendo gli ultimi sopravvissuti, le case ancora bruciavano e Alexander avvicinandosi all'abitazione piena di donne e bambini si preparava a metter fine a quell'eccidio con un grande sacrificio.
Con le sue ultime energie incideva sul legno della casa il simbolo del Coas sprigiondano così tutta la sua forza che liberandosi in un boato lo sbalzava metri indietro mentre il terreno sotto la casa si apriva e l'aria diveniva scura, la casa veniva letteralmente inghiottita nel terreno e mentre scendeva gli ultimi superstiti usciti dalla casa nuotavano come in un lago e giunti in superfice trovavno una spessa lastra che gli impediva di scappare da quella trappola, l'epilogo era la loro tremenda morte per annegamento, Alexander aveva appena le forze di ridere per il successo del Caos prima di svenire.
Lo spettacolo era stato sconcertante e le ultime figure demoniache tornavano al loro reame solo adesso, il gruppo avvicinandosi ad Alexander svenuto in terra vicino al punto dove un tempo sorgeva una casa si interrogava sulle sue azioni.
Quell'uomo, quello strano uomo con la maschera costituiva per Klaus un serio pericolo, Enialis pur sconcercato per quelle libere violazioni della vita non si pronunciò sulla sorte del compagno conosciuto solo poche ore prima mentre Ibn Sina interrogato da Klaus che era pronto a sgozzare Alexander, fin che era in tempo, rispondeva solo che nonostante la sua pericolosità poteva tornare utile, bastava tenerlo d'occhio.
A queste parole Klaus fermava la sua mano e lasciando quel corpo immoto li al suolo si allontanava verso le abitazioni, lo stesso facevano tutti gli altri, tranne l'adepto del Caos che restava li immerso nelle tenebre. Pochi istanti e Alexander si riprese e di scatto cercò di rialzarsi senza troppo successo, oltremodo provato nella mente più che nel corpo ferito e ustionato era ancora vivo, ancora su questa maledetta terra per rendere il suo tributo al Caos ancora, mentre lo stregone si rialzava tutti gli altri frugavano delle abitazioni per cercare viveri e utensili.
Solo dopo aver ucciso anche l'ultimo abitante del villaggio ovvero un piccolo cane Ibn Sina si ricordava di due uomini che erano riusciti a fuggire e dando l'annuncio iniziava a fuggire da quel luogo di morte seguito dai compagni e in ultimo da Alexander che reggendosi solo grazie alle sue grandi capacità magiche avanzava a stento nel fango. Così dopo aver reso al Caos numerose anime il gruppo si dipartiva attraverso il bosco e nella nebbia, una lunga fuga nella nebbia lo attendeva.
1.30.2007
Domani si giocaaaaaaaaaaaaaaaa!
Ci saranno scottanti rivelazioni sul passato del Demone Maggiore di Khorne,gossip sul defunto Mondred e accattivanti annotazioni sulla vita segreta nel Caos del Barone(con tanto di foto delle sue perversioni col demone maggiora di Slaanesh)
Non mancate =D
1.23.2007
Dall'Elfo Ladro
"Scontro frontale tra le due armate d'Elfi sulle coste di Naggarythe.Gli Elfi Oscuri, appena sbarcati assieme ai loro alleati di Slaneesh, vengono tempestati da nugoli di frecce prima, poi vengono caricati all'arma bianca da centinaia di guerrieri ombra.
Generale Elfo Alto:"Ricacciate in mare la feccia traditrice, per Aenarion il Difensore!"
Generale Elfo Oscuro:"Mantenete le vostre posizioni, guerrieri, nel nome d'Aenarion!"
EA:"Fermi tutti un momento, guarda che Aenarion è roba nostra!"
EO:"Ma se siamo noi i discendenti della sua stirpe!"
EA:"Ma non farmi ridere! Naggarythe ha raccolto l'eredità del Prode Capostipite, non i traditori come voi!"
EO:"Oseresti dire che Malekith non è figlio d'Aenarion?!"
Paladino di Slaneesh:"Ehm, scusate, noi vorremmo andare avanti con la battaglia..."
Elfi Alti ed Oscuri:"Fatti i c***i tuoi un momento!"
Voci da Ulthuan riportano che a distanza di settimane, un gruppo di studio stia ancora analizzando gli alberi genealogici, mentre i Paladini di Slaneesh giocano a salta il cavallino aspettando che la battaglia reinizi..."
Dal Sacro Tomo...
Questo darà a questo blog la possibilità di concentrarsi maggiormente sugli aspetti peculiari della giocata,quindi riflessioni dei pg,riassunto e estratti del Sacro Tomo =D.Tanto per far fede a quello che ho appena detto,pubblico l'ultimo estratto.
..."Sebbene ora mi siano preclusi i cancelli che si ergono tra il mondo dei mortali e l'imperituro Regno del Caos,preferisco morire avendo sbirciato l'eternità piuttosto che essere estirpato dai freddi solchi della vita mortale.
Abbraccio la morte senza rimpianti,così come ho abbracciato la vita senza paura."
Anonimo Abominio del Caos
1.20.2007
D&D rulez.
Secondo voi,le classi del manuale base sono tutte fatta bene?Da un paio di mesi a questa parte sto studiando il sistema del manuale di Warcraft che prevede un ridotto sistema di classi base(solo 8) con magari un numero maggiore di cdp,ma sopratutto,un più sensato uso delle classi.
Addio dunque al ranger con gli incantesimi divini e benvenuto esploratore con il percepire trappole e la guarigione fatta con le erbe,paladino e druido scendono in cdp,molte classi vengono perdute...Insomma,quali sono le classi che secondo voi andrebbero modificate,abolite aggiunte?
Apro la discussione con la mia opinione;il ranger andrebbe sicuramente modificato(meglio qualcosa senza incantesimi divini) mentre il paladino funzione meglio come cdp =D dite anche la vostra!!!
1.17.2007
Adventus Daemoniacus
Le guardie caricavano affannate verso Klaus e Ibn Sina, vibravano i loro fendenti, mentre da sopra iniziavano a sentirsi i primi rumori di battaglia. Da dietro Enialis incoccava la freccia pronto a trafiggere chiunque si fosse avvicinato a lui, in prima linea anche Klaus e Ibn Sina facevano lo stesso, ma i dardi e i proiettili non ferivano le guardie.
Al centro della battaglia, immerso nei suoi tetri pensieri Alexander si preparava a chiamare a se le forze del Caos, l'energia scorreva pura dentro di lui, mentre dietro le guardie i portali degli abissi del Caos si spalancavano e appariva un tremendo Mastino di Khorne, appena una smorfia e una guardia fu trafitta da due aculei e sputando sangue cadde in terrà morta, fulminea fu l'azione del Mastino che reclamava sangue per il suo Dio.
La battaglia infuriava ancora, Alexander sentiva le forze venirgli meno, la sua umanità vacillava sotto le potenti energie del Caos, la sua furia magica una volta scatenata era inarrestabile. Mentre Klaus feriva l'unica guardia rimasta visibilmente scossa dall'apparizione, un urlo rimbombava nel corridoio e Alexander assalito da scariche elettriche segnava orribilmente il volto della guardia uccidendola. Ancora qualche impulso la percorreva quando stramazzava al suolo fra lo sconcerto generale.
Ma non era ancora finita, da una stanza sul fondo del corridoio provenivano dei rumori, Klaus con grande rapidità faceva sibilare un proiettile vicino alla testa di una guardia appena apparsa, che decisamente disinteressata ai fuggitivi recava in mano una pergamena, forse una missiva, di certo qualcosa di importante.
La guardia aveva appena il tempo di sentire il proiettile sibilare vicino alla sua testa che il mastino di Khorne correndogli incontro la trafiggeva con i suoi artigli e gustando il sangue che grondava dalla ferita tornava al suo regno, di certo contrariata mentre nell’aria riecheggiava la frase : ”Sangue per il Dio del sangue”. Ancora qualche istante e con una potente invocazione a Isha l'elfo silvano faceva crescere delle innaturali piante che avviluppavano il corridoio e chi vi si trovava all'interno, e bloccavano la fuga della guardia che di certo voleva sottrarsi a quella situazione, ma che trovava in quel frangente la forza di dire: “Non avrete mai il mio carico” e dicendo questo si trovava bloccata in quel roveto. Le piante crescevano continuamente rigogliose e a nulla servivano i poderosi colpi di falcetto di Klaus che cercava di sbarazzarsi di quella trappola vegetale. Mentre le piante si avviluppavano Ibn Sia con un balzo saltava sulle scale e scorgeva in cima ad esse la tanto agognata uscita, ma da fuori provenivano più forti di prima rumori di battaglia e una voce immonda permeava l'aria: "Sangue per il Dio del Sangue" urlava. La voce demoniaca riecheggiava nell'aria quando Alexander rendeva un tributo a Khorne innalzando al cielo il teschio grondante sangue di una guardia morta e guardando con disgusto le piante che inutilmente cercavano di avvilupparsi a lui lo scagliava in direzione dell'elfo silvano visibilmente scosso da tutto dell'immondo potere corruttore.
Ma la sua paura durava un istante, il tempo di sentire l'energia della natura fluire attraverso il suo corpo, giusto il tempo di incoccare ancora una freccia e trafiggere la guardia al petto condannandola a una morte atroce. Qualche istante e le piante sembravano ritirarsi e la guardia stramazzava al suolo, Klaus si avvicinava a lei e prendendola per le vesti sadicamente la vedeva morire, tra gli spasmi di chi muore soffocato, nel frattempo Ibn Sina attratto dalla battaglia fuori saliva le scale per scorgere meglio quello che poteva già immaginare da sotto.
La guardia ormai morta recava con se una pergamena, una volta aperta Klaus ne lesse il contenuto, si trattava di una missiva del barone Nusmenor mandata a una certa Madame Pustole e riferiva del ritrovamento di un diario e della missione che sarebbe seguita a quel ritrovamento, riferiva della missione come imminente e dei fondi necessari a svolgerla. Era bastato poco per capire che la stanza dalla quale era provenuta la guardia, la stanza in fondo al corridoio era lo studio del Barone, ed entrando si capiva subito. La piccola stanza ricolma di libri contabili, aveva una scrivania e un letto, nella scrivania un libro aperto recava anche delle annotazioni dello stesso Barone in merito all'andamento dell'arena. Oltre questo Alexander non scorgeva molto, ero troppo interessato alla scena fuori che lui scorgeva adesso attraverso un lucernario, la stessa scena la vedeva anche Ibn Sina adesso fuori. Un enorme demone di Khorne brandiva la sua enorme ascia, attorno a lui un gran numero di guardie che cercavano inutilmente di tenergli testa, ad ogni colpo delle teste volavano e il demone ruggendo innalzava ancora e ancora la sua immonda preghiera al Dio del Sangue.
All'interno della piccola stanza ancora si cercava, Klaus con una geniale intuizione scovava nel letto del Barone un piccolo diario, proprio quello di cui parlava la lettera, la scrittura era veloce e poco comprensibile, ma alcune elementi erano chiari, si parlava della scoperta del potere in una terra arida da parte dell'autore dello stesso diario.
Il diario continuava e accennava a numerosi elementi. Il nome di chi fece la scoperta era illeggibile visto che era stata bruciata la prima pagina, ma oltre si leggeva a chiare lettere la notizia di una spedizione in una terra arida da parte di un numeroso gruppo di uomini, il proprietario del diario nativo di queste terre si interrogava su quella spedizione giunta nel suo villaggio, si chiedeva cosa cercasse fra le sabbie della sua terra.
Alla fine lo scopriva, scopriva cosa cercavano e riusciva ad impadronirsene, parlava di un grande potere e della sua gioia per aver preso tale potere, inizialmente era felice, ma andando avanti la tristezza prendeva il posto della gioia. Si leggevano evidenti segni della sua corruzione operata dal potere e man mano le pagine divenivano tristi e ricolme di disperazione fin quando un giorno il diario si interrompeva dicendo: "Sono morto".
La lettura lasciava sconvolti e dubbiosi sia Klaus che Alexander, mentre Enialis era troppo intento ad aprire un cassetto della scrivania e di certo poco cosciente di quello che succedeva.
Qualche altro minuto e la pazienza di Alexander aveva raggiunto il proprio limite, rovesciando un candelabro su una pila libri prima accumulati dava fuoco a tutto, i fuggiaschi avevano giusto il tempo di fuggire dalla stanza portando con se il prezioso diario.
Correvano lungo le scale, erano affannati fuori ad attenderli lo spettacolo che si aspettavano, Ibn Sina già li da tempo assisteva quasi in estasi profondamente colpito da ciò che vedeva e udiva. Usciti fuori lo spettacolo era tremendo, il demone aveva mozzato il capo a numerose guardie e ormai poche gli tenevano testa, in tutti i sensi. Tra di queste, quello che sembrava il capo delle guardie, nella sua pesante armatura era ancora li a fronteggiare il demone che ad ogni colpo della sua possente ascia lasciava morte al suolo numerose guardie.
Ma l'orrore e il potere del Caos non si manifestava così semplicemente, attorno al demone l'aria sembrava sfocata il mutamento era intervenuto e un frammento di Caos adesso era li palpitante, e questo frammento riempiva l'aria di una canzone. La mente non voleva approfondirne la conoscenza, e si rifugiava in se stessa per evitare l'orrore delle mille voci demoniache che a più riprese innalzavano un canto al loro signore, un canto possente che faceva crollane quanti si opponevano al Caos, il canto così diceva:
Give it to me
I must have it
Precious treasure
I deserve it.
We are following
The will of the one
Through the dark age
And into the storm
And we are following
The will of the one
Through the dark age
And into the storm
Lord I'm mean.
Release me
From my pain
Give it to me
How I need it
How I need it.
Now it's your turn
And remember
What you've promised.
Con queste parole i demoni cantavano il loro patto, queste parole ascoltava Ibn Sina in esse immerso totalmente. Quando vennero fuori Enialis rimase quasi sconvolto per la scena, la pioggia cadeva pesante da cielo e il terreno bagnava sprigionava odore di sangue, il sangue delle guardie che giacevano ai piedi del demone caprino che ancora compiva il suo massacro noncurante dei fuggitivi. Alexander giunto fuori, reggendo ancora il piccolo diario in mano rimase estasiato da quella scena sentiva il caos che era in lui chiamarlo, sentiva l'energia pura della magia pervaderlo e chiedergli ancora di liberare la distruzione nel mondo, subito dietro veniva Klaus che era rimasto sotto qualche istante di più, di certo pensieroso e pieno di dubbi per quello che aveva appena scoperto in quello studio. Alexander rimase qualche istante in estasi e poi una voce sovrapponendosi alle altre disse: “I did my part, now it's your turn and remember what you've promised”, la voce riecheggiava nella mente di Alexander che prendendo coscienza della situazione si preparava a rispettare il suo patto a portare mutamento nel mondo, e l’occasione di presentò prima di quando pensasse.
Quando il barone Nusmenor si accorse delle figure che giungevano dalle scale fece prima un espressione contrariata, ma quando il lucernaio del suo studio fu spaccato dalle fiamme che avvampavano dentro e quando rivolgendo il suo sguardo ad Alexander vide in suo pugno il diario emise un profondo urlo e contrariato oltre che irato corse in direzione del gruppo di fuggiaschi. Ma Alexander più rapido di lui chiama a se le energie del caos, e rinunciando alla sua umanità vede ancora una volta i portali dell'altro regno aprirsi e apparire un demone servitore di Slaanesh, il barone Nusmenor va direttamente contro questo essere immondo, ma la sua spada è troppo lenta, nel frattempo anche Klaus e Enialis prendono di mira il barone, mentre Ibn Sina decisamente disinteressato alla lotta resta immobile attendendo e osservando quella grande battaglia.
L'energia e lo spasmo della battaglia sono al culmine quando urlando “Muori!” Alexander si lancia contro il Barone, gli afferra la spalla e un energia elettrica lo pervade ferendolo, appena qualche istante e il piccolo e veloce demone allunga la sua lingua e buca la spalla del barone che urlando e vedendo la morte avvicinarsi urla una maledizione all'indirizzo dei fuggiaschi, dice che mai avranno pace e che la sua maledizione li inseguirà in ogni regno ovunque fino alla fine dei loro giorni.
E lanciando questo pensante anatema cerca di fuggire, in questo istante il canto demoniaco si innalza più forte di prima e il demone di Khorne pregustando altro sangue per il signore del sangue alza la sua ascia al cielo e altre due guardie cadono al suolo orribilmente mutilate, tutti capiscono che è il momento di fuggire. L'elfo silvano sentendo forte il richiamo della foresta e soffrendo per quell'energia corruttrice che sente attorno a lui fugge verso la foresta che fa da contorno all'arena, lo segue subito anche Klaus che non ha molta voglia di vedere il demone avventasi su di lui.
Ibn Sina invece desiderando la morte del barone e destandosi in quell’istante dalla trance nel quale era caduto ascoltando le voci demoniache, scatta in avanti lo supera in velocità e gli si para di fronte, mentre Alexander sussurra qualche parola al demone di Slaanesh e mentre i suoi occhi ancora avvampano di furia magica fa qualche passo in avanti e sentendo ancora forte alle sue spalle l'influsso del Caos scaglia delle sfere di ghiaccio contro il barone che colpito alla schiena crolla al suolo morente, ma non si da per vinto e trascinando la sua carcassa più avanti mormora qualcosa, maledice ancora questi esseri che hanno infranto il suo sogno.
Ancora delle pensanti parole del Barone, quando il demone di Khorne mozza la testa dell'ultima guardia e a pensanti passi si dirige verso Alexander che ancora ricolmo di rabbia è costretto a scappare, Ibn Sina facendo una passo avanti sprezzante del pericolo che ha di fronte dice: "There is no salvation from Chaos!" e dicendo ciò si allontana rapidamente mentre il demone minore di Slaanesh gli corre incontro e quasi rispondendo alla sua invocazione raggiunge il barone e compie uno dei più nefasti gesti che su questa terra possono essere fatti.
Afferra con la sua lunga lingua il collo del barone, ma non solleva una figura materiale, ma solleva un eterea figura urlante e strappandola fra atroci sofferenze dal corpo la trascina con se ancora urlante verso il regno del Caos, verso il proprio signore dove l'anima del barone non avrà più pace. Vedendo ciò, Alexander è profondamente scosso per le conseguenze del Caos, ma anche profondamente orgoglioso del proprio potere distruttivo, si volge indietro e vede l'ascia del demone incombere su di lui, così con uno scatto in avanti si allontana e passando sul corpo del Barone lo schiaccia al suolo mentre dice: "I sogni sono sempre infranti", dicendo ciò allunga il passo e mentre la sua visione si fa distorta sente dietro di se il demone di Khorne che mutila il corpo del barone con un colpo secco e urlando la sua vittoria la cielo raccoglie le teste per il signore dei teschi.
I fuggitivi entrati nella foresta e sicuri di non essere seguiti dal demone corrono fino a una radura, la pioggia continua a cadere fitta anche sotto le fronde e loro ansanti finalmente si fermano, e decidono che è saggio fermarsi li. Enialis chiama a se il proprio compagno, un lupo e lo stesso fa Alexander, nel frattempo Klaus si è messo a cercare della selvaggina. Appena giunge l'abominio che Alexander ha scelto di legare a se il lupo di Enialis inizia a ringhiare, quella creatura demoniaca è ai suoi occhi un incredibile mostro, ma il suo padrone lo calma vedendo Alexander rannicchiato in un angolo decisamente scosso per gli eventi di quella giornata, lo stregone del Caos sente ancora le parole, sente il vincolo che lo lega al Caos e sente la sua umanità scomparire frammento dopo frammento. Non c'è molta voglia di parlare, si mangia qualcosa di buono dopo molti mesi e poi aiutandosi anche con la sua magia Alexander, Klaus ed Enialis creano un riparo dalla pioggia e fatto questo i fuggitivi piombano in un sonno profondo. La giornata è stata lunga e tremenda, la potenza del Caos si è mostrata in tutta la sua prorompente forza distruttiva ed ha in un certo senso aiutato i fuggitivi. Con tremende visioni ancora negli occhi tutti dormono.